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Imperialismo all’occidentale

Imperialismo all'occidentale

L’effetto Michael Moore sul cinema internazionale sembra mostrare i primi risultati. The Corporation, che non a caso è di matrice prossima al buon Moore (che appare come “talking head”), fa infatti parte di una lista di documentari coraggiosamente acquistati per la distribuzione italiana dalla Fandango di Domenico Procacci. La scelta è coraggiosa perchè, sebbene il pubblico sia pronto (il successo di Fahrenheit 9/11 lo testimonia) altrettanto non lo si può dire degliesercenti (a Milano sembra che il giorno dell’anteprima il film non avesse ancora nemmeno una sala).

The Corporation è un film d’inchiesta, un documentario espositivo nella sua forma più classica, capace di presentare un’argomento ostico per il pubblico di non adetti ai lavori con verve e brillantezza, senza far pesare la propria sovrabbondanza in quantità di informazioni e di minutaggio (siamo oltre le due ore e un quarto) ma a differenza dei film di Michael Moore il tema viene trattato in modo assai più rigoroso, presentando documenti e prove in modo inappuntabile, senza puntare in modo egocentrico sulla corpulenta presenza fisica del regista, come invece lavora Moore. Il risultato è un documentario che colpisce come un pugno nello stomaco, affilato come una lama, al quale difficilmente si può rimanere indifferenti, sempre di riuscire a vederlo! (lo ripeteremo alla nausea ).

La presenza di importanti nomi della controcultura garfantisce un forte appeal capace di attirare un pubblico potenzialmente No-Global, nomi come Noam Chomsky, lo stesso Moore e l’autrice del best seller No Logo Naomi Klein sono voci “contro” ma capaci di farsi ascoltare grazie alla loro autorevolezza. Non bisogna dimenticare di citareinterventi come quello del premio nobel per l’economia Friedman che propone uno sguardo partecipe ma più evidentemente obiettivo sull’argomento.

Spiace ricordare l’esuberanza dei telegiornali nell’annunciare la Palma d’Oro a Moore lo scorso Cannes, spiace pensare di aver sperato in un effetto traino per far trovare sale al cinema documentario, spiace sapere in quante sale è stato proiettato Fahrenheit 9/11 e ripercorrere le lunghe file per entrarvi. Spiace all’idea che difficilmente vedremo altrettanto per The Corporation. Un documentario duro e necessario che merita di circolare, ma saremo fortunati se circolerà in qualche cineforum o, alla peggio in DVD.
Chi si accontenta, gode.

• Vai all’intervista con Joel Bakan

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