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cultura dell'immagine e della parola

Modo riflessivo

Errol Morris«I testi riflessivi sono auto-coscienti non solo a proposito della forma e dello stile, come lo erano quelli poetici, ma anche riguardo le strategie, le strutture, le convenzioni, le aspettative del pubblico e i propri effetti». Il modo riflessivo opera una decostruzione del genere, lo smonta pezzo per pezzo per mostrare al pubblico come esso funzioni; pone in discussione ogni elemento che genera il mito della realtà nel documentario e, infine, chiede al pubblico di assistere al documentario per quello che è: una rappresentazione o una costruzione della realtà, non la realtà stessa.
Questa modalità è la più profondamente auto-consapevole rispetto alle capacità offerte dal linguaggio del documentario, ma allo stesso tempo è quella che si pone nell’atteggiamento più problematico nei confronti di se stessa.
Nella prospettiva riflessiva la produzione di Michael Moore, in particolare Roger & Me e Bowling for Columbine dimostrano come una grande capacità di uso dell’ironia, della satira e della parodia nel trattare argomenti di grande drammaticità, possa essere utilizzato per rendere maggiormente incisiva l’argomentazione del discorso, senza però far perdere credibilità al discorso, nei confronti del pubblico. Nella ricerca investigativa di The Thin Blue Line (1988) di Errol Morris, invece, vengono presentate varie ricostruzioni finzionali dell’omicidio su cui il film indaga. Le rappresentazioni mutano in base delle prove man mano raccolte, contribuendo man mano a svelare chi ne sia stato il vero colpevole. È il pubblico, piuttosto che il documentarista, a scegliere quale versione sia più vicina alla realtà. In questo modo, attraverso l’uso innovativo di codici della fiction, il documentario riflessivo ha ampliato le possibilità di descrizione della realtà. Da un punto di vista formale, il modo riflessivo accentra l’attenzione del pubblico sulle supposizioni e sulle aspettative create attorno al documentario stesso e, nel raggiungere questo scopo, realtà e fiction possono anche scambiarsi di ruolo.

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