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Le recensioni delle uscite cinematografiche: quelli che ci hanno stimolato, fatto discutere, deluso o entusiasmato.


Valentina Vantellini   Shutter Island di Martin Scorsese
Martin Scorsese scommette per la quarta volta sul talentuoso Leonardo di Caprio, impegnato in un viaggio ai confini della realtà su di un'isola adibita a manicomio criminale. Tra citazioni cinefile e l'indubbia maestria sfoggiata dal maestro americano nella manipolazione del mezzo cinematografico, lo spettatore attraversa i meandri della mente umana in un incrocio tra noir surreale e thriller a sfondo psicologico. Il finale è spiazzante, almeno per chi non ha letto il romanzo di Lehane, da cui il film è tratto.

Claudio Garioni   Alice in Wonderland di Tim Burton
Tim Burton regala un’appassionante corsa in mezzo a un Paese delle Meraviglie inzuppato in una salsa gothic-fantasy con visioni tridimensionali imbevute di LSD. Visivamente ed emotivamente la sua versione di Alice fa centro. E il nostro immaginario si arricchisce di una perla tridimensionale.
Guarda il trailer di Alice in Wonderland

Saba Ercole   Afterschool di Antonio Campos
Antonio Campos, al suo esordio come regista, porta sullo schermo i terribili, bravi ragazzi dell’upper class statunitense e offre spunti di riflessione sul voyerismo perverso dell’immagine non costruita.

Daniele Lombardi   Invictus di Clint Eastwood
Clint Eastwood continua la sua avvincente rilettura della società, partorendo un film storico intriso di un classicismo nuovo e personalissimo: con il suo Invictus ribalta le coordinate del Mito e pianta - meravigliosamente - le radici della Storia nel fango di un consumato campo da rugby.
Guarda il trailer di Invictus

Alberto Brumana   Codice Genesi di Albert Hughes, Allen Hughes
Il ritorno dopo nove anni dei fratelli Hughes è un film postapocalittico deludente e a tratti quasi risibile, fatto di banali moralità e scene d’azione improbabili, quasi fosse la versione “cazzara” di The Road.

Saba Ercole   Il figlio più piccolo di Pupi Avati
Pupi Avati utilizza il volto di Christian De Sica, icona dei cine-panettoni, per narare una storia in cui viene mostrato il vero volto di uno di quei “furbetti” tanto cari ai Vanzina.

Raffaele Elia e Daniele Lombardi   La bocca del lupo di Pietro Marcello
Vincitore del Torino Film Festival, dove si è guadagnato anche il nostro Mouse d'Oro, e di due premi alla Berlinale, quello di Pietro Marcello è un suggestivo e originale documentario drammatico, in cui i frammenti della memoria personale e collettiva si perdono in un’intrigante sovrapposizione di voci e immagini dall’effetto ipnotico ed estraniante.
Guarda il trailer di La bocca del lupo

Marco Valsecchi   Wolfman di Joe Johnston
Più un mediocre film d'azione che il remake del mitico horror con Lon Chaney Jr.: questo uomo lupo è semplice e muscolare, un prodotto adolescenziale con poco veramente da dire.

Raffaele Elia   Lourdes di Jessica Hausner
Tra i film più interessanti presentati al Festival di Venezia 2009, il film di Jessica Hausner è il diario misterioso e distaccato di un pellegrinaggio alla ricerca del miracolo. Lo stile documentaristico non impedisce la costante sensazione di suspense enigmatica, in un’opera laica che rifugge cinismo e fanatismo e suscita, con toni bassi, un senso di profondo turbamento.
Guarda il trailer di Lourdes

Marco Valsecchi e Valentina Vantellini   Amabili resti di Peter Jackson
Due recensioni per un film che ci ha fatto molto discutere. L'ultima opera di Peter Jackson è poesia e delicata visionarietà o un piatto esercizio di stile?

Daniele Lombardi   Paranormal Activity di Oren Peli
Ripercorrendo il filone ormai abusato inaugurato da The Blair Witch Project, questo Paranormal Activity ne decreta forse l’ingloriosa fine. Il film di Oren Peli, più che per le sue presenze metafisiche, terrorizza per la mancanza quasi tragica di una struttura narrativa convincente che lo farà naufragare, dopo 85 minuti di “monotoni spaventi”, in un finale perfino grottesco.

Daniela Scotto e Jleana Cervai   Baciami ancora di Gabriele Muccino
Per quanto immaturo, imperfetto, estemporaneo, L'ultimo bacio di Gabriele Muccino ha segnato un'epoca e ha descritto una generazione. Difficile per il cast e per il regista ricreare quella magia e soprattutto, raccontarne l'evoluzione.

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Anno 8 - n. 5 - 11/03/10